VOGLIO LA LUNA

trilogia sull’abitare (2018/2020)

VOGLIO LA LUNA

trilogia sull’abitare (2018/2020)

 

“…..si scrive sempre partendo da una mancanza, da un’assenza […]. Dirò meglio: bisogna che un luogo diventi un paesaggio interiore, perché l’immaginazione prenda ad abitare quel luogo, a farne il suo teatro….”. Italo Calvino

Vogliamo la luna? Si.
Vogliamo raggiungere l’irraggiungibile, superare i nostri limiti, sfidarci, trasformarci, rischiare tutto per raggiungere la meta. Ma qual è la meta?

Note:
Dalle origini dell’uomo la Luna ha sempre rappresentato il sogno, il desiderio, l’irraggiungibile e poi il raggiungibile.
La Luna rappresenta un punto di partenza ma anche di arrivo alla ricerca di nuove mete per credere che ciò che può sembrare irraggiungibile può essere raggiunto.
In “La distanza della Luna” di I. Calvino, la Luna, inizialmente vicino alla terra, man mano si allontana. Il processo inverso viene affrontato dalle artiste in questa viaggio nel quale riempiono di un nuovo spirito il proprio paesaggio interiore.
La creazione è accompagnata per l’intera durata da un video mapping che trasforma la scena in diversi quadri ispirati alla luna, pensando alla luna come luogo raggiungibile, come spazio interiore nel quale trovare una nuova dimensione creativa.

regia e coreografia: Francesca La Cava
interpreti: Francesca La Cava e Stefania Bucci
aiuto alla drammaturgia: Anouscka Brodacz
sguardo esterno: Fiorenza D’Alessandro
musica: J.S. Bach, H.F.I. Biber, B. Holiday, P. Smith, Shivaree
violoncello: Agnieszka E. Oszańca
video mapping: Salvatore Insana
disegno luci: Michele Innocenzi
foto: Paolo Porto
produzione: GRUPPO E-MOTION e LA RISONANZA – ASSOCIAZIONE HENDEL con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e Operazione RESTART
residenze: Find 37 Festival Internazionale Nuova Danza (Maya Inc), Corpografie (Gruppo Alhena)

trailer: Link Voglio la luna

 

RASSEGNA STAMPA DEL DEBUTTO (13 settembre 2019):
http://www.ilcentro.it/cultura-e-spettacoli/voglio-la-luna-corpografie-danza-verso-l-irraggiungibile-1.2291021
https://www.teatrionline.com/2019/09/voglio-la-luna/…..La luna simbolo di vita, di ancestrali energie, di rigenerazione, luce ed esoterismo è stata elogiata e raccontata dalla coreografa e danzatrice Francesca La Cava con uno spettacolo che la ambisce, la desidera e la conquista, dal titolo Voglio la luna. Presentato in anteprima al Festival di danza contemporanea Corpografie, lo scorso venerdì 13 settembre,  il nuovo progetto coreografico  è stato realizzato con il Gruppo E-Motion in occasione dei cinquant’anni dell’allunaggio e appartiene alla Trilogia dell’abitare (2018-2020) di cui Francesca La Cava ne firma la regia e la coreografia. Compagna di scena la danzatrice Stefania Bucci per un duo affiatato e ben rodato che ha condotto lo spettatore  tra i simboli, i significati e gli innumerevoli risvolti mitopoietici che questo corpo celeste ha rappresentato per l’esistenza dell’uomo. Dal cinema alla musica pop rock, dalla letteratura alle arti visive le due danzatrici in scena  compiono un viaggio nel tempo di questi ultimi cinquant’anni legando i tanti volti della luna tra citazioni, omaggi, inviti e desideri che ogni artista vi ha dedicato.

La danza in questo lavoro abbandona ogni sorta di virtuosismo fine a  se stesso, ed ogni vano esercizio di stile per divenire una partitura fisica di gesti, movimenti e intrecci di corpi atti a snocciolare gli aspetti cinestetici e simbolici della luna. Dalla sfida gravitazionale, quando insieme le due artiste provano a superare i limiti della verticalità e della gravità sperimentando appoggi  “off balance” di assi – ora sulla testa, sulla spalla, sul bacino, fino a quando insieme si eclissano allineandosi l’una sull’altra in un gioco di ribaltamenti, cadute e sparizioni. E ancora, una danza sferica e circolare per alludere alla pienezza, al volume e alla luce lunare che illumina le notti, alternando il tutto a sessioni dalla qualità spezzata e frastagliata per ricordare la sua immagine stagliata nel cielo stellato a forma di piccolo spicchio.
Non mancano oggetti e abiti particolari usati  opportunamente per citare con stile, rievocare, suggerire  il simbolo primordiale della luna, la sua ciclicità, le maree, la simbiosi con la fertilità della terra e le sue fasi. Ma soprattutto,  il suo essere meta irraggiungibile, sogno o desiderio, spazio interno ed esterno, ambìto come luogo libero, incondizionato e creativo. Da qui la costruzione di una scala con la sovrapposizione di ossa, usata simbolicamente come mezzo di ascesa materiale e spirituale,  fino alla vestizione di una astronauta che progressivamente sembra rimpicciolire alle escursioni ellittiche e spiraliformi compiute sulla scena.

A sublimare con spessore ed intensità l’intera durata della pièce è il live di Agnieszka E. Oszańca al violoncello, con musiche di J.S. Bach, H.F.I. Biber  e il mirabile video mapping di Salvatore Insana che ha trasformato lo Spazio Matta in diversi quadri fino a immergere lo spettatore, avvolto e sospeso, nello spazio cosmico e gravitazione della luna.
Con una strana e piacevole sensazione di leggerezza ci avviamo all’uscita dove il bagliore caldo e rassicurante di una luna piena di accoglie ed illumina le nostre strade…….

https://www.abruzzonews.eu/events/50-anni-allunaggio-apollo11-voglio-la-luna-pescara-13-settembre-2019
https://festldc.com/evento/cia-e-motion-it-voglio-la-luna-2/
https://www.gazzettadimilano.it/eventi-e-manifestazioni/voglio-la-luna-la-musica-barocca-incontra-la-danza/
https://www.cuneocronaca.it/cuneo-mercoledi-23-una-serata-all-039-insegna-della-danza-al-teatro-toselli-con-lo-spettacolo-voglio-la-luna

Date

7 Aprile 2020

Category

Creazioni, In Distribuzione

Tags
Agnieszka E. Oszańca, contemporary dance, francesca la cava, luna, moon, Salvatore Insana