STREET DADA

STREET DADA

“In Africa il corpo femminile è diventato un nuovo oggetto. Sono nate le “donne libere” urbanizzate» con un unico sogno: l’Occidente.
Sogno che attraversa le tradizioni e le religioni e viene rappresentato attraverso la ritualità del vodoun.
Possessione e rito che parte da Mamy Wata con un nuovo significato, più individuale, banalizzato, privo di riferimenti alla natura religiosa del culto, molto vicino al concetto utilitaristico di rituale magico stregonesco, con un carattere di teatralità, mascheramento e rappresentazione vicino alla “fiaba” della società moderna.
Corpo, che diventa materia significante e significato insieme: “corpo degli dei in rapporto al corpo degli uomini, corpo in rapporto all’oggetto”.

Un viaggio nelle tradizioni africane e nel loro mutamento a contatto con l’Occidente. Il percorso di giovani donne africane illuse da promesse e ricattate attraverso la cultura animista.
Dea, Mamy Wata che promette il benessere e la ricchezza una volta arrivate in Occidente.
Maman o Madame con la loro stessa pelle coinvolte nella terribile tratta di questi bei corpi neri in vendita.
Al centro della tematica ci sono i riti di possessione a Mamy Wata, una divinità presente nella cultura africana, ai quali vengono sottoposte le giovani donne nigeriane prima della loro partenza per l’Occidente.
Un percorso immaginato da noi donne bianche per addentrarci nella tratta delle donne nere, nei loro riti e nei loro costumi.
In scena viene proiettato un cartone animato in 2D, realizzato ad hoc, che interagisce e fortifica il racconto drammaturgico dello spettacolo.

regia e coreografia di Francesca La Cava

interpreti: Corinna Anastasio, Stefania Bucci, Francesca La Cava, Irene Russolillo

compositing  video 2D: Marco Carlini e Gabriella Nobile

musica: Brenda Fassie, Toumani Diabate e Ali Farka Tourè, Recoil, Tartit

scene e disegno luci: Stefano Pirandello

costumi: F. La Cava e C. Anastasio

direttore tecnico: Carlo Oriani Ambrosini

produzione:  Gruppo e-motion con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Abruzzo per “E-motion dance 4″

sponsor: Netadvisory. Coproduzione: Dinamiche Sociali

Un rigranziamento particolare a “Le ragazze di Benin City” di I. Aikpitanyi e L. Maragnani

 

Date

5 Novembre 2008

Category

Creazioni