SPETTACOLI PER LE SCUOLE

SPETTACOLI PER LE SCUOLE

CENERENTOLA?

La cultura popolare è diventata uno spazio chiave di scontro tra identificazione e significato, in cui i prodotti culturali non sono semplicemente riciclati bensì reinventati e riconsumati in un sistema sempre più globalizzato, in cui “l’immagine” è di capitale importanza (Bourdieu, P. & Nice, R. 1987).

Cenerentola è una ragazza umile addetta alla casa e al focolare? No. La nostra è una ragazza moderna, intraprendente e viziata o meglio viziosa, consumata dal “consumismo” e dall’apparenza. Il regista della nostra storia è la madre. Essa diviene l’autentica plot-maker della nostra favola, colei che decide e tiene il filo della storia indirizzando la figlia verso l’obiettivo prefissato.
La nostra favola usa metafore, cambia i giochi, inverte i personaggi ma mantiene la morale e gli insegnamenti del racconto originale: amore, uguaglianza, grazia, spirito, coraggio, modestia, nobiltà di sangue, buon senso e …..fortuna?

regia e coreografia: Francesca La Cava
musica: Sergej Prokofiev
elaborazioni musicali: Giulia Francavilla
interpreti e collaborazione: Stefania Bucci, Andrea Di Matteo, Simonetta D’Intino, Miriana Esposito e Sara Pischedda
disegno luci: Michele Innocenzi
costumi: Maria Grazia Cimini
foto: Paolo Porto
produzione: GRUPPO E-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila 
con il sostegno per le residenze artistiche di ACS Abruzzo Circuito Spettacolo

trailer: Link Cenerentola?

Nei luoghi di rappresentazione l’associazione offre un laboratorio gratuito per 20 bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni e per 15 studenti attori danzatori di età compresa tra i 14 e i 23 anni. La durata del laboratorio è di 2 giorni. Il laboratorio permetterà ai partecipanti di essere inseriti nello spettacolo.

 

 


FARA’ DI TE UN SOL BOCCONE!

….le ho invase, le ho attraversate, le ho violate, le ho slogate, le ho rivoltate, le ho sbudellate, le ho combattute, le ho amate. Ho fatto irruzione al loro interno, le ho tagliate e in qualche caso le ho continuate portandole a un culmine che mi sembrava avessero dentro di sé….. (A. Moresco)

coreografia: Francesca La Cava


drammaturgia: Anouscka Brodacz


musiche originali: Studenti del Conservatorio A. Casella dell’Aquila – Giuseppe De Cusatis, Federico Del Principio, Maria Chiara Di Cosimo, Paolo Di Rocco, Giovanni Guarrera, Massimo Pacella, Andrei O. Popescu, Fabrizio Rossi, Federico Santori


interpreti e collaborazione: Luca Castellano, Andrea Di Matteo, Manolo Perazzi, Sara Pischedda
ExégemaEnsemble del Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila: Elena Ricci, flauto; Alessandro Mastracci, violoncello; Salvatore Cella, bayan; Alfonso Bentivoglio, percussioni


costumi: Stefania Dessì


disegno luci: Pierpaolo Frigau
foto: Paolo Porto

produzione: GRUPPO E-MOTION e ASMED con il contributo: MIBACT, Regione Abruzzo, Regione Sardegna, Comune dell’Aquila, Operazione RESTART e Comune di Cagliari in collaborazione con il Dipartimento di Musica Contemporanea del Conservatorio “A. Casella” L’Aquila

note di drammaturgia:
Il mondo dei bambini è molto più popolato di mostri di quello degli adulti, perché il bambino ha una percezione  più forte della sua fragilità. La strega, il mostro e il cattivo della fiaba non fanno che dare un volto a ciò che  c’è già nel suo universo psicologico …  ed è lì tutti i giorni. Teniamo presente che ciò che ‘ha un volto è molto meno terrificante della minaccia ‘senza volto’: la strega della fiaba con le sue caratteristiche personali è meno spaventosa di una sensazione di paura indefinita. Per questo è molto importante raccontare ai bambini delle fiabe che finiscano bene: perché raffigurano ciò che fa paura ma danno anche le indicazioni su come non lasciarsi sopraffare. Per altro il mondo fatato delle fiabe pieno di pericoli ma anche di aiutanti è un mondo dove tutto è animato e gli animali parlano e gli oggetti si muovono e hanno un motivo per farlo, è  anche il mondo in cui il bambino vive normalmente. I bambini sono stati accompagnati per tutto il percorso da un personaggio fantastico: Il Mago che li ha motivati e coinvolti nella proposta delle diverse esperienze favorendo l’integrazione spaziale e temporale dei vari processi educativi. Il cattivo, il pericolo, il mostro, è psicologicamente tutto ciò che in un certo momento sentiamo come minaccioso, terrificante e aggressivo, con cui non sappiano come comportarci e quindi ci sentiamo indifesi e vulnerabili. E’ quel mondo definito della ‘magia primitiva’ in cui si sono mossi tutti i popoli agli albori della specie e in cui si muovono ancora tutti gli individui agli albori della loro esistenza. Nel mondo magico tutto è animato e si muove con una logica, seguendo dei desideri e perseguendo degli scopi, nulla avviene mai ‘per caso’….  E’ un mondo popolato da figure potenti: fate streghe orchi e giganti, e lì si colloca il protagonista, aiutato nel suo difficile cammino da ciò che gli sta attorno.
Una splendida rappresentazione del vissuto reale di un bambino: immerso in un mondo di esseri umani molto più grandi e potenti di lui, da cui se tutto va bene riceverà l’appoggio e gli strumenti necessari per la sua crescita, ma un mondo che è anche segnato da eventi che non capisce e che lo spaventano, da forze che non conosce ma che lo determinano….Il protagonista della fiaba (che spesso è un bambino) si scontrerà con mille difficoltà e attraverserà mille peripezie, ma sarà anche aiutato da forze benevole quando è in difficoltà. Anche l’eroe della fiaba deve compiere imprese che a prima vista sembrano impossibili ed è osteggiato da nemici molto pericolosi, ma è pure aiutato da alleati potenti. E alla fine le fiabe finiscono bene: per il bambino sono la voce della speranza e della fiducia…

Date

31 Dicembre 2019

Category

Creazioni, In Distribuzione