GIOVANI AUTORI

GIOVANI AUTORI

Antonio Taurino

SMALL LIVING SPACE

Questa altro non è che la drammatica storia di un uomo inscatolato nei propri pensieri, manipolato dalle proprie paure e preso a cazzotti dalle proprie sofferenze, perso, quindi, in un insano circolo vizioso. Un piccolo stralcio di realtà in cui la non accettazione di sé, innesca un intenso meccanismo conflittuale: un’intima lotta con se stessi, uno scontro disperato contro un nemico invisibile.
I pugni nel vuoto, le rovinose cadute e l’incalzante fatica fisica sono traduzione di uno status emotivo governato dal caos, una condizione che porta al non riconoscersi più, a non sentirsi più a proprio agio nei panni indossati o, addirittura, nella propria pelle. Questa altro non è che la drammatica storia di un uomo ‘senza volto’, che si nasconde dai pregiudizi della società; un uomo come tanti, fragile, ma che non vuole mostrarsi tale. Spogliarsi e mettersi a nudo sembra essere l’unica strada per essere accettati dagli altri, o semplicemente da se stessi… Ma questa battaglia, ahimè, ha il sapore di sconfitta…
coreografia e interpretazione Antonio Taurino
musica Antonio Vivaldi
produzione: GRUPPO E-MOTION  con il contributo del MIC della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila. e Operazione RESTART
ph. Paolo Porto

ANTONIO TAURINO –  Nato e cresciuto a Taranto, si avvicina allo studio della danza classica e contemporanea all’età di sette anni. Dopo un primo approccio alla danza nella sua città natale, nel 2014 prosegue i suoi studi presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma (Triennio tecnico-analitico in danza contemporanea), dove ha potuto approfondire lo studio della tecnica classica, del floorwork, le tecniche storiche della Modern Dance (la tecnica Cunningham in particolare) ed entrare in contatto per la prima volta con l’improvvisazione e la composizione coreografica, arrivando a conseguire, nel 2018, il Diploma Accademico di I livello in danza contemporanea a pieni voti. Durante gli studi accademici ha avuto l’opportunità di confrontarsi e studiare anche con maestri e coreografi di fama internazionale (Sara Simeoni, Richard Haisma, Lenka Vagnerova, Fancisco Cordova, Erika Silgoner…).
Nel 2015 incontra e collabora con Marianna Giorgi. Nel 2017 inizia a collaborare con la coreografa Erika Silgoner, direttrice artistica di Esklan Art’s Factory e, sempre nello stesso anno, con Ludovic Party.
Nel 2020 entra a contatto con la compagnia Gruppo e-Motion come danzatore e performer e come giovane coreografo emergente, grazie al sostegno della compagnia stessa che gli permette di continuare il lungo percorso artistico di creazione e composizione coreografica. Sempre nello stesso anno, infatti, prende vita Small living space, prima creazione coreografica selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2022 del Network Anticorpi XL.
Nel 2021 inizia a collaborare con la compagnia Fabula Saltica – Balletto di Rovigo diretta da Claudio Ronda.
Nel 2022 prende parte alla nuova creazione della compagnia Atacama di Patrizia Cavola e Ivan Truol.

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Manolo Perazzi

FERMO IMMAGINE 

Ma il corpo vissuto è ancora poca cosa se paragonato a una potenza più profonda e quasi inaccessibile. L’unità del ritmo, in realtà, possiamo cercarla solo là dove il ritmo stesso affonda nel caos, nella notte, e dove le differenze di livello sono perpetuamente mischiate con violenza (…)

Gilles Deleuzes

Il progetto Fermo immagine rappresenta una “polaroid”, un instantanea grave e leggera sulla galleria degli orrori quotidiani e passati: paesaggi di guerra, deflagrazioni, ambienti stravolti da raid aerei o attentati terroristici. In questi contesti di stravolgimento della realtà il corpo agisce e reagisce facendosi voce, specchio delle sensazioni vissute; un corpo altro, aperto, empatico, stravolto, smembrato… Vivo! Un corpo senz’organi (come descrissero Artaud prima e Deleuze dopo) dilaniato da forze incontrollabili, “aperto a connessioni, circuiti, suddivisioni e soglie, passaggi e distribuzione di intensità” -Gilles Deleuze, Felix Guattari, Millepiani-
L’obiettivo del progetto, è quello di catturare e fermare le immagini successive ad un atto di contaminazione e distruzione di un paesaggio e di coloro che lo abitano.
Il lavoro, nello specifico, vuole analizzare paesaggi di guerra: ambienti stravolti da un raid aereo, un attentato terroristico, l’esplosione di una bomba. L’autore si domanda che tipo di dialogo potrebbe instaurarsi tra l’atto violento ed il corpo del danzatore. Il progetto si soffermerà su diversi paesaggi che interagiranno fra loro in maniera fluida e i cui confini andranno svanendo per lasciare emergere la fisicità scaturita dall’attraversamento degli stessi. L’obiettivo è quello di riportare tramite documentazione fotografica la desolazione, l’abbandono e lo strascico emotivo e fisico di un paesaggio e delle persone che lo occupano in seguito ad un attentato, all’onda d’urto scaturita dall’esplosione di una bomba. Ritrovare nel corpo una
condizione di desolazione e abbandono: edifici sgretolati, disabitati, oggetti senza proprietari, auto distrutte. Mettere il corpo in una situazione di difficoltà, di emergenza, una situazione estrema in cui la scelta di agire e come lo si fa, può condurre ad una condizione di rischio e di imprevedibilità. Ricercare una qualità di movimento tale da poter essere associata alla reazione del corpo, degli oggetti che siano edifici, automobili o qualsiasi altra massa non vivente, investiti da un’onda d’urto tipica delle bombe atomiche. Per ovvie ragioni non sarà possibile lavorare realmente con tale potenza, l’obiettivo/sfida sarà quello di traslare e ritrovare nel corpo sensazioni, movimenti e posture che riconducano a quella irruenza.
regia e coreografia Manolo Perazzi
drammaturgia: Gian Maria Russo
interpreti: Manolo Perazzi
produzione: GRUPPO E-MOTION  con il contributo del MIBACT della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila. e Operazione RESTART
coproduzione: Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Festival Danza in rete
Vincitore Premio TWAIN di Loredana Parrella.
Residenze: Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Festival Danza in rete.
Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale.
Supercinema Tuscania, TWAIN centro di produzione danza regione Lazio

anteprima nazionale Teatro Comunale Città di Vicenza, Festival danza in rete. Marzo 2019: Link Fermo immagine

CROSSOVER

L’autore affida alla parola inglese crossover lo stato emotivo e fisico della sua danza. Questo lavoro cattura l’uomo sospeso tra il reale e l’immaginario, tra istinto e razionalità, impulsi e freni, guidato da un’energia che non si interrompe anche quando sembrerebbe accennare ad un’involuzione, ad un arresto. Si cerca un controllo al proprio flusso di azioni e pensieri.

L’idea del progetto nasce da alcune domande: come l’essere umano con il suo corpo può cambiare in relazione ai mutamenti dell’ambiente che lo circonda? Di che natura sono gli impulsi che esso riceve da un ambiente che sta mutando? Qual’è la reazione del corpo ad un mutamento, cosa percepisce e che tipo di trasformazione avviene all’interno? Nel lavoro, gli interpreti vengono collocati sempre in un nuovo ambiente, i loro corpi vengono plasmati in relazione ad esso e alla situazione che si viene a creare. L’uomo si perde, smarrito in un caos mentale che rispecchia la confusione dell’ambiente esterno: viene continuamente costretto al cambiamento.

In una scena dello spettacolo gli interpreti vengono catapultati in territorio di guerra, sbattuti e stracciati da forze esterne, le articolazioni schizzano via, lo spazio viene occupato in modo violento, la muscolatura non riesce a controllare la situazione. I corpi vengono proiettati verso nuove traiettorie, fuggono, devono riconsiderare la propria esistenza, l’istinto di sopravvivenza è forte e permette loro di adattarsi.

Il lavoro, è stato pensato per tre persone: due danzatori e la musicista e regista del suono Flavia Massimo la quale, attraverso un violoncello, un synt e una loop station costruisce la partitura sonora; è lei a dettare le regole dello spettacolo e del movimento, lei a governare sui performer, è un elemento esterno al di sopra delle parti. È lei a scandire lo spettacolo delineando la costruzione di un percorso sonoro che interagisce con gli interpreti accompagnandoli e guidando la loro danza”.

Il lavoro è caratterizzato da continui cambi di ambiente e di musica a volte anche repentini ed improvvisi, dettati dalle scelte dei performer e della violoncellista.

L’intreccio continua, il corpo perde il suo centro, lo ritrova più in basso. In questa scena il corpo del performer è alla ricerca continua di un equilibrio; continua a cedere, fasci di energia lo destabilizzano lo portano fuori dal suo asse che lui recupera prontamente con o senza sforzo. È un corpo che mette in discussione tutto quel che è, che è stato e che sarà. È il corpo di un uomo pieno di domande e alla ricerca di risposte.

regia e Coreografia: Manolo Perazzi

interpreti: Manolo Perazzi e Valeria Russo
musiche e Regia del suono: Flavia Massimo
disegno Luci: Ivandimitri Pilogallo
foto: Paolo Porto
produzione: GRUPPO E-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

coproduzione: CID Centro Internazionale della Danza di Rovereto (TN), Festival Oriente Occidente

residenze: ACS Abruzzo Circuito Spettacolo (Teramo); NAO di Ariella Vidach (Milano)

trailer: Link Crossover teaser 01

 

MANOLO PERAZZI – Nasce nel 1988. Studia danza classica, contemporanea e hip hop presso il Balletto di Toscana. Nel 2009 entra nell’organico del Balletto di Toscana Junior. Viene selezionato per il Corso di Alta Formazione a Pescara, finanziato dall’Unione Europea, diretto da Giorgio Mancini. Vince una borsa di studio presso il CFP_Corso di Formazione Professionale per danzatori di Electa di Teramo, dove approfondisce le tecniche contemporanee del contact, floor work e impro. Nel 2012 entra nella Compagnia Gruppo e-Motion di Francesca La Cava.
Con la sua performance Pianterreno è stato selezionato per la rassegna Dad’A’_vetrina della giovane danza d’autore abruzzese e per la vetrina Anticorpi XL 2012. Collabora con il videomaker Antonio Di Biase con il quale co-produce la performance-installazione di video e corpo Senza Titolo e con Francesca Maria Svampa all’opera di videodanza Di-Storto. Nel gennaio 2013 viene scelto per una shared artistic residency sostenuta da Associazione Mosaico Danza ed Electa Creative Arts finalizzata ad una coproduzione con il danz’autore piemontese Andrea Gallo Rosso (Festival Interplay di Torino 2013). Le sue performance vengono inserite in diversi Festival e stagioni teatrali nazionali ed internazionali: Festival Interferenze VI e VII edizione (Teramo), Festival Danse en Ville (Belgio) edizione 2012 e 2013, Festival Subterraneo des artes escenicas (Messico) 2012 e 2013, Festival Danceproject (Trieste) 2012, Danzando per le marche (Ancona, Italia) 2012, Festival Habana Vieja: Ciudad en Movimiento (Cuba) XVIII edizione 2013, Festival Inside/Off 2013, Festival Interplay 2013 (Torino). In qualità di danzatore ha lavorato con Andrea Gallo Rosso, Tommaso Serratore, il Balletto Teatro di Torino, Artemis danza.


Maria Elena Curzi

63°N – BACH TO DANCE 

Ti sei mai sentito come lo sfondo di un paesaggio? Cosa significa essere o non essere in primo piano? A me capita di entrare ed uscire da queste condizioni emotive e di vederle coabitare insieme in modo armonioso. L’umano fugge nel post-umano e così assorbo e rifletto un paesaggio. Lo percepisco, lo sento… 63°N. Rarefatto, astratto, piano, ghiacciato, sfumato. I suoni evocano distanze sconfinate e la presenza discreta di alcuni esseri viventi. I rumori delineano una storia che il vento nordico parzialmente nasconde dietro un’arcana, notturna e misteriosa suite del grande J.S. Bach. Siamo tutti qui ora e siamo anche altrove. Permeabili, corpi paesaggio che attraverso uno spazio e un tempo condiviso.

di e con Maria Elena Curzi

audio Editing: Michele D’Angelo

produzione: GRUPPO E-MOTION  con il contributo del MIC, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e Operazione Restart

MARIA ELENA CURZI – Ha iniziato a Roma la sua formazione con Danza Classica, Jazz e Danza Contemporanea al Renato Greco Dance Studio. Si è specializzata con il biennio professionale del Duncan 3.0 di Roma, dove ha modo di conoscere e ricercare su molte tecniche, metodologie, teorie, pratiche somatiche. Nel 2011 viene invitata da Nina Dipla alla Ménagerie de verre a Parigi e nei progetti di scrittura della Fondazione Romaeuropa curati da Anna Lea Antolini e Adriana Borriello. Nel 2014 partecipa a MoDem PRO della Compagnia Zappalà Danza. Laureata al DAMS Università Roma Tre con una tesi su Anna Halprin, è laureanda del Biennio Coreografico dell’Accademia Nazionale di Danza.

Danzatrice e performer per: Le Nuvole Teatro, Balletto di Spoleto, Yumi Fujitani, Alex Cecchetti, Benedetta Capanna, Tetsuro Fukuhara, Sandra Fuciarelli/Sylvano Bussotti, Melissa Lohman, Kazuko Miyamoto, Hugo Verlinde, Fosca, Michele Rizzo e nei “Cantieri dell’immaginario di L’Aquila” per Giorgio Rossi e Compagnia Irene K. Come mimo per Teatro dell’Opera, Indigo Film Production, Propaganda Italia Film Production, Studio Festi.

Ha lavorato come coreografa con M.th.I, Artenne, Fondazione Palladium, New York Chamber Players (Giacomo Franci), Roma Tre Orchestra (Daniele Lombardi/Marcello Panni), with RNCM Symphony Orchestra (Daniele Giorgi). Ha collaborato in concerti di improvvisazione con Marco Ubaldi, Benedetta Capanna, Anthony Carcone, Roberto Bellatalla, Oscar Bonelli, Ivan Macera, Marisa Brugarolas, Oriol Saladrigues, Molotoy.

È cofondatrice nel 2011 di Luogocomune Danza e nel 2017 di SiR – Sharing in Roma. Dal 2016 inizia a collaborare con Lorenzo Giansante nel progetto che unisce danza, video e architettura “Away from Gablur” selezionato da: Athens VideoDance Project 2017, Espressioni Film Festival 2017, IMARP 2019. Nel 2019 riceve una borsa dalla Fondazione Lerici a sostegno della sua ricerca coreografica in Svezia, in connessione con DOCH Uniarts e Ballettakademien.

 

Date

29 Dicembre 2019

Category

Creazioni, In Distribuzione