ARSTISTI ASSOCIATI

ARSTISTI ASSOCIATI

Anouscka Brodacz

ELOGIO DELLA VECCHIAIA

“Ah non saprei…Forse perchè più si va, più si sprofonda. E’ colpa della terra che gira, gira, gira…”.

“Il tempo è passato veloce come un lampo e ci ha lasciato dei solchi nella pelle” Eugéne Ionesco.

Dentro ogni persona anziana c’è una persona più giovane che si sta chiedendo cosa diavolo sia successo!

Riflessioni sullo scorrere del tempo della coreografa Anouscka Brodacz, attraverso  danza, video, pensieri, interviste, musica, performance. Una serie di affreschi poetici, estetici, crudeli, ironici. 

Una cerimonia per frenare l’avanzata degli anni, per esorcizzare il declino del corpo.

Fanno parte dello spettacolo sia video d’arte ispirati alle nuove tecnologie, sia interviste fatte ad anziani in Italia e in Africa.

ideazione, interpretazione e regia: Anouscka Brodacz 

elaborazione musica live: Globster

installazioni video e videomapping: Andrea Micaroni

produzione: GRUPPO ALHENA e GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e  del Comune dell’Aquila

credit: MONFERRARTI 2014

trailer: Link Elogio della vecchiaia

 

DEMETRA

“Tu non sei più vicina a Dio

di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende

benedette le mani.

Nascono chiare in te dal manto,

luminoso contorno:

io sono la rugiada, il giorno,

ma tu, tu sei la pianta.” 

Rainer Maria Rilke LE MANI DELLA MADRE

Il progetto DEMETRA, progetto “sul MATERNO” attraversa tutte le competenze ( Danza, Teatro, Musica, Video, Arti visive…..) e soprattutto può attraversare varie generazioni e coinvolgere i giovani con laboratori, incontri, prove aperte  per le rappresentazioni,spettacoli, performances, tavole rotonde. Il progetto può diventare il contesto cui ricondurre una operatività che adotta  differenti formati: lo studio, la rappresentazione di spettacoli studiati sotto diverse angolature, una ipotesi di lavoro che si approfondisce nelle sue diverse tappe, la performance, l’installazione trans mediale, la produzione musicale, il video, lo spettacolo, i laboratori, il convegno…

Dea connessa con la maternità della terra e con la vegetazione, figlia di Crono e di Rea, sorella maggiore di Giove, era la madre di Persefone, venerata con lei ad Eleusi, il più importante rito misterico dell’antichità, dedicato  alla madre e alla figlia, rito che conserva numerosi elementi della più antica potenza divina al femminile. Quando Ade rapì Persefone e la portò nel regno dei morti, Démetra cercò la figlia per tutta la terra e, nella sua ira, fece isterilire la vegetazione : in particolare i cereali, che essa aveva donato agli uomini. 

Si placò solo quando, per ordine di Zeus, Persefone potè risalire sulla terra e vivervi (come la vegetazione) una parte dell’anno.

Il suo limite consiste nell´identificarsi nel solo ruolo di madre e nella difficoltà a lasciare andare le sue creature.

La donna che incarna l´archetipo Démetra ha bisogno di comprendere che, come la natura con il ciclo delle stagioni insegna, il cambiamento è parte del ciclo naturale delle cose, e resistere ad esso significa solo ristagnare.

La Dea della fertilità può essere madre di tante creature, di un figlio, di un animale, di un opera d´arte o di un progetto creativo. Ma qualsiasi sia l´oggetto del suo amore, deve imparare a lasciarlo andare, affinchè a sua volta segua il suo percorso. L’aspirazione a un amore materno incondizionato accompagna l’essere umano nel corso della sua vita e trova espressioni simboliche nello spettacolo, che attraversa le diverse riflessioni sul “materno” sviluppate durante un laboratorio con i giovani danzatori/coreografi del progetto. Riflessioni in forma di danza, immagine, video, musica, performance, installazione, azione.  DEMETRA performance interpreta le emozioni, le percezioni e i sentimenti della dea/madre/donna alla ricerca stancante e instancabile della figlia perduta.

regia e coreografia: Anouscka Brodacz

interpreti: i danzatori della compagnia

elaborazione musica live: Globster

installazioni video e videomapping: Andrea Micaroni

produzione: GRUPPO ALHENA e  GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

residenze: Florian Metateatro e Spazio Matta progetto Corpografie

trailer: Link Demetra

Link Demetra2

 

SIX PIANOS  – Serata Fabbrini

Progetto a cura di Anouscka Brodacz (danza) e Simona Ampolo Rella (musica)

Il progetto SIX PIANOS si sviluppa dal gennaio 2019 con un laboratorio di Drammaturgia della Danza con professionisti della danza contemporanea, per la creazione di coreografie sulle musiche scelte dal M. Simona Ampolo Rella. La scelta ruota sulle molteplici sonorità e suggestioni di più pianoforti in sala e le sue combinazioni possibili, e concluderà con i sei pianoforti dell’opera di S. Reich. La presenza di 6 pianisti, tra i quali Claudio Filippini, e quindi anche dell’improvvisazione jazz, offre varietà e completezza alla performance che, con la danza, fa di questa serata un avvenimento unico. La scelta scenografica è ispirata dalla installazione dei pianoforti da parte di Steve Reich.

Brani eseguiti: J. S. Bach: III concerto Brandeburghese 1° movimento – S. Rachmaninoff : Valzer; Romance – A. Dvorak: Danze Slave 1a e 7a  – M. Ravel: Sites Auriculaires Habanera; Entre cloches. – L. Dallapiccola: Inni – S. Reich: Six Pianos 

Al Piano: Simona Ampolo Rella, Cristiana Arena, Sara Comborowska, Stefano D’Onofrio, Claudio Filippini, Giacinto Sergiacomo.

interpreti: 10 danzatori del gruppo e-motion

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

 

ANOUSCKA BRODACZ – Nell’82 fonda la compagnia di danza contemporanea GRUPPO ALHENA con la quale effettua tournée in Italia e all’estero (Francia, Portogallo, Germania, Bosnia, Iraq, Senegal, Mali, Benin, Niger). 

Dal 2014 è docente di Danza e Nuove Tecnologie e Regia e Drammaturgia della Danza presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Come coreografa e regista lavora con artisti di fama internazionale quali Sandra Fuciarelli (1986), Enzo Cucchi (1994), Gianmarco Montesano (1995), Koffi Kôkô e Michele dall’Ongaro per le musiche in “Medea” (1997) coproduzione con la Fondazione ROMAEUROPA, con i musicisti Baba Sissoko e Giovanni Imparato per “Dunia” (1999), Kettly Noël in “V”, Roberto Laneri (canto armonico) in “3 studi su Eco” (2014). Nel 2010 crea per CULTURFRANCE e la Biennale internazionale di Danza di Bamako (Mali) la performance FEMMENTHAL INTERNATIONAL. Come direttore artistico di rassegne e festival ha ideato e diretto: “L’INCANTESIMO DEL DIONISIACO”, “MOVING IN THE CITY: il Corpo Urbano”, “SLOW ART”, “CORPOGRAFIE” .

https://galhena.wixsite.com/gruppoalhena

 

 


Salvatore Insana Elisa turco Liveri

APORIE

Il luogo delle passioni è l’interruzione, il suo spazio è l’intervallo.

APORIE è un progetto di ricerca artistica concepito in quattro parti differenti, che potranno essere sviluppate separatamente e/o riassemblate a seconda dei contesti e dello stato della ricerca. Aporie è il primo risultato del nostro studio sull’esitazione come condizione pisco- fisica, come attitudine che si oppone all’arroganza del sapere sempre cosa dire, cosa fare, dove andare. Il termine aporia (ἀπορία), un concetto caro alla filosofia greca, indica l’impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema. 

In un tempo in cui la possibilità di esercitare il dubbio è stata compressa e la retorica del parlar chiaro sembra lasciare aperte solo due possibilità: dire sì, oppure dire no, con APORIE vorremmo invece investigare il momento in cui si resta arenati, impigliati nel “frattempo”, nella biforcazione. Aporie è uno studio che, a partire dall’esitazione, prova ad inventare nuovi spazi e luoghi di sospensione temporale 

Gli accadeva di fermarsi senza dire niente. Sia che in fin dei conti non avesse niente da dire. Sia che in fin dei conti vi rinunciasse. 

un progetto DEHORS/AUDELA
concept Salvatore Insana, Elisa Turco Liveri
azione e partitura coreografica Elisa Turco Liveri
performer Alice Ruggero, Andrea Sassoli, Cecilia Ventriglia partitura visiva e sonora Salvatore Insana
con la collaborazione di Diana Arbib, Flavia Passigli e di Giulia Vismara organizzazione Flavia Passigli 

produzione: GRUPPO e-MOTION e DEHORS/AUDELA con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila Operazione Restart
con il sostegno di La Briqueterie – CDCN Val du Marne France, Dansomètre Suisse, Festival Teatri di Vetro, Florian Metateatro 

e con il sostegno di Movin’Up Spettacolo – Performing arts 2018/2019

trailer: Link Aporia

BIO_ DEHORS/AUDELA (Deor/Odelà-Fuori/Aldilà) è un collettivo fondato da Elisa Turco Liveri (performer, coreografa) e Salvatore Insana (videomaker, fotografo, regista). In D/A arti visive e arti performative confluiscono nel segno di una ricerca continua, in cui i diversi codici artistici, pur mantenendo una loro specificità, diventano al contempo capaci di generare nuove forme espressive. Il collettivo Dehors/Audela lavora da sempre sull’indagine dei luoghi di confine. Interstizi del presente, non solo concepiti come luoghi fisici, ma anche come aspetti sociali e antropologici. L’indefinito e l’ibrido sono da sempre gli ambiti prediletti della loro ricerca. Negli ultimi anni hanno dato vita, in collaborazione con la light designer Giovanna Bellini e con la musicista e sound artist Giulia Vismara, nel costante tentativo di superamento dei generi, a opere video-teatrali, performance di danza, progetti di ricerca audiovisiva, lavori di videodanza, installazioni urbane, percorsi d’indagine fotografica e workshops sperimentali. I loro lavori sono stati presentati in numerosi festival e sedi espositive, tra cui: Dansecentrumjette (Bruxelles), La Briqueterie (Paris), Fabbrica Europa (Firenze), Lavanderia a Vapore (Torino), CrossAward (Verbania), Dance & Foco Festival (Rio de Janeiro), Associazione Culturale Dello Scompiglio (Lucca), Teatri di Vetro (Roma), Anghiari Dance Hub, Kilowatt Festival, Sofia Undeground Performance Art Festival, Image Contre Nature (Marseille) e altri. Nel 2019 D/A vince l’open call de La Briqueterie CNDC du Val de Marne, per la produzione dell’opera di videodanza Aporia.

http://www.dehorsaudela.com

SALVATORE INSANA – Ha frequentato il Dams dell’Università di RomaTre concludendo il suo percorso magistrale nel 2010 con un elaborato sul concetto di inutile. Porta avanti la sua ricerca tra arti visive (cinema, fotografia, installazione), arti performative e altre forme di revisione ed erosione dell’immaginario, sulla soglia tra lirismo visivo, dissoluzione dell’orizzonte più didascalico degli eventi e ricombinazione dei codici e delle strutture linguistiche.

Nel 2011 crea con Elisa Turco Liveri, coreografa e performer, il collettivo Dehors/Audela, con il quale ha dato vita a opere video-teatrali, performance di danza, progetti di ricerca audiovisiva, installazioni urbane e percorsi d’indagine fotografica, workshop sperimentali.

Nel 2018 vince il premio di produzione promosso da La Briqueterie – CDCN – centro coreografico nazionale, Paris, per una nuova opera di videodanza, Aporia, presentata in anteprima all’interno della XX Biennale de danse du Val-de-Marne (aprile 2019). 

Nel 2019 Salvatore Insana vince la call “Residenze artistiche a San Donà di Piave” (“Processi di Rigenerazione Urbana per Spiriti Creativi”, Foor Coop/ Inn Veneto), grazie alla quale realizza l’opera videodocumentaria Corpo Urbano. 

In occasione dei primi dieci anni di attività, a fine 2019 è stato pubblicato il catalogo-retrospettiva Hic Manebimus Optime_siamo qui per restare (Lyriks Edizioni), che raccoglie parte della ricerca in ambito fotografico e i testi critici di Pasquale Fameli, Veronica D’Auria, Nadine Mai.

Nel 2016/2017 è coreografo in residenza all’interno di Anghiari Dance Hub e dal 2016 inizia la collaborazione con il Gruppo e-Motion per i progetti Apriti ai nostri baci e Voglio la luna, con il coreografo Tommaso Serratore per il progetto Passenger_Il Coraggio di stare. Con Pippo Di Marca collabora per il progetto Theatrum Mundi Show, il cui debutto è avvenuto al Teatro India di Roma nel marzo 2018.

Salvatore Insana fa parte del catalogo di Visual container, italian videoart platform, del C.a.r.m.a., centro d’arti e ricerche multimediali applicate, di P’silo, vidéothèque del festival image contre nature (Marseille), del catalogo del Collecif Jeune Cinema (Parigi), di Arte alter ‘collection, collezione online di Kaosart (Avilés, Spain). Dal 2017 fa inoltre parte di Tao-films, piattaforma on demand curata da Nadin Mai e di Ikono.tv, art tv con sede in Germania. 

 

ELISA TURCO LIVIERI – Inizia la sua formazione diplomandosi  presso il corso biennale di alta formazione per attori dell’Ert diretto da Stefano Vercelli. Approfondisce i suoi studi nell’ambito del teatro fisico seguendo per alcuni anni il lavoro di Cesare Ronconi e Marco Sgrosso. Nel 2008 partecipa alla scuola di alta formazione di Chiara Guidi “Tecniche di vocalità molecolare” e studia canto popolare con Germana Giannini. Dal 2011 Approfondisce lo studio sul corpo e la danza incontrando diverse persone e pensieri tra i quali: Hervé Diasnas, Maya Carroll, Samuel Lefebvre, Simona Bertozzi, Alessandra Sini, Fabio Ciccalè. Dal 2014 segue assiduamente i seminari di danza butoh con Alessandra Cristiani e nel 2017 partecipa al progetto di formazione ISA presso Inteatro Polverigi, e al progetto dedicato alla ricerca coreografica RicercaX 2019 . Dal 2016 pratica Yoga Iyengar  Hata e Kundalini . Come interprete ha lavorato per 3 anni con Pippo Di Marca e inoltre con Oscar Goméz Mata, Romeo Castellucci, Chiara Guidi, Teatro Valdoca, Laminarie, Divadlo Continuo (Rep. Ceca).Nel 2011 fonda il gruppo Dehors/Audela insieme a Salvatore Insana (videomaker) con cui realizza lavori che mettono in dialogo le arti performative con il video e il cinema sperimentale. La compagnia è sostenuta per due anni da Anghiari Dance Hub, selezionata in vari festival e spazi italiani e internazionali tra cui: La Briqueterie (Parigi), Dansecentrumjette (Bruxelles), Fabbrica Europa, Lavanderia a Vapore, Kilowatt, Cross, Teatri di Vetro, Sofia Undeground Performance Art Festival, Danza & Foco Festival (Rio de Janeiro), Festival de la Imagen (Colombia). Elabora inoltre “Perfor(m)are il quotidiano” progetto formativo sperimentale rivolto a diverse fasce sociali e a zone geografiche marginali. 

 

 


Gisela Fantacuzzi

LE MIGRAZIONI COME INVASIONI POETICHE 

Le migrazioni come invasioni poetiche | Invasioni poetiche come migrazioni

Progetto multidisciplinare basato sul rapporto tra danza e performance, le nuove tecnologie audiovisive, la narrativa, l’immagine plastica e la relazione tra scienza e arte.

È costituito come un progetto aperto e itinerante. Nasce dalla necessità di collegare artisti, aprire domande, discutere, sperimentare, scambiare esperienze e costruire nuovo pubblico.

Migrazioni

Dal lat. migratio, -ōnis.

1. f. Viaggio periodico di pollame, pesci o altri animali migratori.

2. f. Spostamento geografico di individui o gruppi, di solito per cause economiche o sociali.
3. f. Inform. Passaggio di programmi, file e dati di un sistema da una determinata piattaforma tecnologica a una diversa.
4. f. Chim. Spostamento di una sostanza.
Migrazione, dal latino “migratio”, si applica a tutti gli spostamenti di individui da un luogo all’altro. Non solo gli esseri umani migrano ma anche animali, sostanze, programmi e file tecnologici. Gli uccelli migrano. Cercano le condizioni più favorevoli. È l’arrivo a una nuova destinazione, e l’altro lato della medaglia: l’emigrazione, la partenza dal territorio originale. Emigrare, immigrare, migrare. Spostarsi da un territorio all’altro. Attraversare frontiere. Circolare. Forare i limiti. Andare oltre. Invasioni geografiche, territoriali, poetiche. Volontarie o involontarie. Temporanee o definitive. Spostamenti. 

concetto e regia: Adriana Barenstein e Gisela Fantacuzzi

drammaturgia: Adriana Barenstein

coreografia: Gisela Fantacuzzi

interpreti: Gisela Fantacuzzi, Giandomenico sale + artisti invitati

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

co Produzione Italia/Argentina: Centro Cultural Borges di Buenos Aires. / Frentania Teatri

residenza di creazione e Co-Produzione Italia|Argentina/Centro Cultural Borges (Buenos Aires)

Partner e sostenitori: Centro Cultural Borges (Buenos Aires) | Experiencias en escena

 

1799  LA RIVOLUZIONE NAPOLETANA

“Tutto si può fare, la difficoltà è solo nel modo. Noi possiamo giungere col tempo a quelle idee… Tutto il segreto consiste in sapere donde si debba incominciare.” Vincenzo Cuoco

La Repubblica Napolitana, pur nella sua brevità, si presenta come fenomeno articolato e fortemente drammatico.

Il Regno di Napoli si era interessato blandamente alla Rivoluzione francese, ma dopo che nel 1793, Maria Antonietta,  regina  di Francia, venne ghigliottinata, aderì alla coalizione antifrancese. Maria Antonietta era la sorella di Maria Carolina d’Asburgo, moglie del Re di Napoli e Sicilia Ferdinando IV. La politica del Regno di Napoli prese quindi una piega antigiacobina. Intanto Napoleone Bonaparte continuava a occupare, tra il 1796 e il 1798, parte dell’Italia, proclamando repubbliche a somiglianza della francese: la Repubblica Cisalpina, la Romana, la  Ligure. Nel 1798 il generale Jean Etienne Championnet conquista Napoli, creando una situazione  molto complessa, poiché Ferdinando IV fugge a Palermo, nella Capitale s’instaura un governo provvisorio filo francese. Buona parte della popolazione di Napoli e provincia insorge: è la sollevazione che va sotto il nome di rivolta dei lazzari. Abbiamo quindi una guerra civile che vede borbonici contro filo francesi, repubblicani, giacobini. Ha la meglio il generale Championnet. Una sommossa  che costa la vita a circa 3.000  antifrancesi.

Il 23 gennaio 1799 viene proclamata la Repubblica Napolitana. Il governo provvisorio è rappresentato da personaggi illustri tra cui Mario Pagano, Melchiorre Delfico, Domenico Cirillo, Vincenzo Cuoco. L’idea è quella di lottare contro l’ analfabetismo e portare i sudditi a divenire cittadini cioè consapevoli dei loro diritti. Nonostante che a capo della Repubblica Napolitana ci siano personalità di rilievo, non si  comprendono i reali bisogni del popolo che rimane ostile, anche per una repressione spietata. Processi sommari mettono a morte moltissimi antagonisti.

Intanto la situazione si complica con l’iniziativa del cardinale Fabrizio Ruffo che sbarca in Calabria e crea un’armata popolare, l’’Esercito della Santa Fede, in cui confluirono persone dell’esercito regolare, ma anche briganti. Questo esercito, chiamato dei sanfedisti (ma poi tutti i filo borbonici si definirono sanfedisti), venne affiancato da una squadra navale inglese. Assistiamo quindi a continui scontri che hanno alterne vicende. Ma alla fine i sanfedisti hanno la meglio e, non appena la pace fu redatta, Ferdinando assieme a Nelson esautorò Ruffo, e si diede a una delle più cruente vendette. L’8 luglio Ferdinando IV di Borbone dichiarò la Repubblica decaduta. La piazza del Mercato divenne il teatro di uccisioni continue e feroci. Quel che è avvenuto a Napoli, molto in piccolo, ma con una ferocia non diversa, è accaduto nelle province del meridione.

con Gisela Fantacuzzi e Giandomenico Sale 

testi: Giuseppe Cestari, Vincenzo Cuoco, Emanuele De Deo, Giuseppe Logoteta, Mario Pagano, Atto Vannucci

direzione tecnica: Marco Franzini 

coreografia: Gisela Fantacuzzi
drammaturgia e regia: Giandomenico Sale

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

 

TODO LO QUE SE EXTIENDE EN EL AIRE

E ora tutti i ricordi aggiunti gli uni agli altri non formano ormai che una massa, ma non è impossibile distinguerli tra di loro – tra i più antichi e i più recenti, poi tra quelli che non sono che il ricordo di un’altra persona da cui li avevi appresi, se non delle fessure, delle crepe vere e proprie, almeno quelle venature, quelle screziature di colorazioni che in certe rocce, in certi marmi rivelano delle differenze d’origine, d’età, di “formazione”.  Marcel Proust

Nell’arco della vita sono tanti gli avvenimenti, le gioie, i dolori, i traumi, le sfide, che il nostro corpo e la nostra mente subiscono e assorbono. Eventi che a volte ci trasportano e ci scalfiscono, ci scivolano addosso, lasciano un segno indelebile nel corpo, nello spirito. 

Il nostro corpo parla, il nostro corpo è un diario della memoria dove tutto resta, tutto è impresso. Il nostro corpo si evolve e parla rivelando i segni del passato che hanno lasciato una memoria corporea su di noi. 

Nella performance “Todo lo que se extiende en el aire” Gisela Fantacuzzi ci rivela tutto questo. Utilizzando diversi linguaggi come la videoproiezione in scena, la musica e la danza. Le immagini, il suono, ogni suo movimento,.ogni vibrazione, ogni gesto, sono un tirar fuori quella memoria corporea che dimentichiamo di avere. Una biografia fisica che lo spettatore scorge da quei gesti. Un mettersi a nudo condividendo le sensazioni rimaste nella memoria del corpo attraverso il movimento. 

Raccontare il proprio passato per farci sentire quanto questa impronta condizioni la nostra vita e il nostro presente. 

da una idea di: Gisela Fantacuzzi

regia e creazione: Gisela Fantacuzzi | Giandomenico Sale.

performer: Gisela Fantacuzzi | Giandomenico Sale

musiche: Hernán Vives (frammenti di: Sueño florido #3, #4 e #9 )

creazione video in scena: Francesca Saraullo

Drammaturgia: Giandomenico Sale dai testi di Marcel Proust e Gisela Fantacuzzi

fotografia in locandina: Cosimo Paiano

produzione: Compagnia GRUPPO E-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila; Frentania Teatri e compagnia Insomnia.

In collaborazione con Associazione Armunia e Isidora centro danza.

con il patrocinio morale del Istituto Italiano di Cultura  di Buenos Aires

trailer: Link Todo

Link Todo2

GISELA FANTACUZZI – Coreografa, Performer, ricercatrice. Nata a Buenos Aires, Argentina 1981. Artista sostenuta dalla compagnia Gruppo e-Motion di Francesca La Cava. Con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Dipartimento dello Spettacolo dal vivo e della Regione Abruzzo.

Composizione Coreografica I.U.N.A. (Instituto Universitario Nacional de Arte di Buenos Aires); Insegnante certificata del Metodo Feldenkrais®
Ha ricevuto il sussidio economico da parte di PRODANZA (Istituto per la Promozione della Danza per l’attività non ufficiale dal Ministero degli Affari Culturali della Città di Buenos Aires) per la sua opera Migrare (2007) realizzato a Buenos Aires nel ambito del Festival “Cocoa 10 años”. Ha ricevuto il sussidio di Iberescena (Fondi di aiuto alla creazione latinoamericana) per la creazione in residenza del progetto “(eu) ropa | io abito qui this is my address”. Progetto multidisciplinare sul tema della violazione dei dirittiumani nella produzione tessile. Progetto presentato in Italia, Uruguay, Slovenia, Serbia, Macedonia e Spagna. Prodotto dalla Compagnia Gruppo E.Motion, Ministero dei Beni e delle attività Culturali.

Nel 2015 ha creato, insieme a Franco Sacchetti e Francesca Saraullo, il progetto “Raccolto, paesaggi di danza, teatro suono e cibo” nell’ambito del Progetto Riabitare il Futuro. Residenze di creazione e studio di performance multidisciplinare sulla tradizione e l’abbandono in piccoli paesi in via di spopolamento della Regione Abruzzo, Italia. www.artealter.com

Progetto con il quale ha ricevuto il sostegno economico della Regione Abruzzo e di ACS (Abruzzo Circuito Spettacoli) https://vimeo.com/141060235

Durante 2017 e 2018 ha avuto il sostegno dell’Associazione ARMUNIA Residenze creativa diCastiglioncello per la sua creazione “Todo lo que se extiende en el aire” Performance sulla memoria del corpo come impronta. https://armunia.eu/2018/04/corpo-archivio-memoria-gisela-fantacuzzi/ Performance prodotta dalla compagnia Gruppo E.Motion e invitata in tourneé in Argentina con il supporto del Ministero dei Beni e delle attività Culturali. https://www.youtube.com/watch?v=XBS3moylc38
Dal 2017 tiene il laboratorio di Teatro nella Casa Circondariale di Larino (CB) in collaborazione conl’associazione Frentania Teatri e con il supporto della Regione Molise.http://www.teleregionemolise.it/video/42373703-i-detenuti-del-carcere-di-larino-porteranno-in-scena-la-gatta-cenerentola/

Occupandosi del Metodo Feldenkrais® e di danza, negli ultimi anni indaga nella relazione tra il corposensibile e le sue potenzialità di espressione nell’azione scenica e nel gesto danzato. Con questa ricerca, ha creato il laboratorio “Il Corpo Attraversato” Dal Movimento puro alla pratica artistica, creando spazi di pratica, esplorazione e apprendimento tra M.Feldenkrais® e danza in diversi paesi del mondo. https://www.youtube.com/watch?v=6v4TwgnQHxQ

http://www.giselafantacuzzi.blogspot.it/

GIANDOMENICO SALE – Regista, attore, performer, direttore artistico. Nato a Termoli, Molise, Italia. Si forma e lavora con personalità come Beatrice Bracco, Judith Malina, Thomas S. Walker, Sheila Dabney, Romeo Castellucci, Emma Dante, Luigi Maria Musati, Daniela Capacci, Giovanna Summo.  Si esibisce o presenta i suoi lavori in Europa, Stati Uniti e Sud America, tra questi al Living Theatre di New York, al Pázmány Film Festival di Budapest, al Napoli Teatro Festival, allo Stockholm Fringe Festival, al TCHAU Festival di Salvador de Bahia, al C. C. Borges di Buenos Aires.

Dirige diversi laboratori teatrali rivolti alle scuole di ogni ordine e nelle zona svantaggiate di Salvador de Bahia. Dirige, inoltre, insieme a Gisela Fantacuzzi il Laboratorio Teatrale rivolto ai dai detenuti a regime di Alta Sicurezza presso la Casa Circondariale di Larino – CB -.

Il suo è un percorso incentrato sulla realizzazione di spettacoli teatrali frutto della ricerca e della contaminazione dei vari linguaggi artistici: parola, movimento, suono, video. Lavora sui testi attraverso una rielaborazione teatrale e antropologica.

Nel 2011 fonda l’Associazione Culturale Frentania Teatri, un centro di ricerca, produzione e programmazione teatrale. Direttore Artistico freelance, dirige negli anni il Teatro Verde di Termoli, il Teatro Risorgimento e l’Anfiteatro Romano di Larino e il Fulvio di Guglionesi.

http://www.frentaniateatri.it

 

 


Luigi Linardi

CONVULSA-MENTE LEGATI

La creazione nasce come una coreografia d’autore, una ricerca artistica nell’ambito fenomenologico e sociale. Si presenta come uno spettacolo teatrale di danza contemporanea, rappresentabile anche come performances singole, dove  l’inquietudine della mente umana è la centralità di tre quadri danzanti,  di una contemporaneità  sociale, che vive in maniera convulsa la realtà dei rapporti e dei legami. Storie  istallative legate alla diversità relazionale. La paura della solitudine, dell’isolamento sarebbe alla base della dipendenza emotiva che contribuisce a creare legami troppo stretti e rigidi. Le persone che soffrono di questo disturbo non riescono ad immaginarsi senza una relazione affettiva o qualcuno che soddisfi di continuo le loro necessità emotive.  

I quadri scandiscono tre tipologie di comportamenti sociali, che prendono forma attraverso la danza, il gesto e l’azione, interaggendo e modificando le strutture istallative, che non si  presentano come elementi scenici, ma diversamente  diventano parte integrante del lavoro coreografico.

 Vanità dell’esistenza  – relazione del  Narciso: Il pensiero fragile dell’uomo-animale che non accetta l’idea dell’abbandono della propria immagine, la bellezza si sgretola in una realtà disturbata fatta di ossessioni. Il linguaggio danzato rivela un inconscio psicologico nel quale emergono  le pieghe dell’Io e la chiusura verso l’Altro.

Driin 612 (o)b.- relazione affettiva di coppia: In uno scenario quotidiano, dentro le mura domestiche luogo di protezione, si consuma il dramma di una donna che vive l’abuso affettivo e la violenza di genere. Azioni e gesti di routine, apparentemente normali, sono modificati con le intrusioni e gli abusi dello Stalk, tanto da creare “gabbie mentali” di un fragile disagio. Tra giochi convulsi, si respira l’atteggiamento di colui che tenta di mettere insieme i puzzle, senza rendersi conto della violenza arrecata, sbalzando tra equilibri instabili e condizioni distorte. “Pensa en mi” è la voce sofferente di quell’amore malato. Meteore- relazione collettiva:  L’agire contemporaneo è l’azione come esigenza di comunicazione,  radice dell’essere, terra dell’uomo. Spazio aperto tra il fruitore e il danzatore-meteora, il quale entra in contatto diretto, provocando, stimolando, gli scambi comunicativi e spontanei. 

L’ integrazione verso il processo di relazione nell’azione del danzatore e del pubblico. Il corpo nella sua corporietà,  vive una reazione  della materia viva.

concept, istallazioni e coregrafie: Luigi Linardi

interpreti Stefania Bucci e Luigi Linardi

musiche originali Patrizia Barillà e  AA.VV.

videomaker Maurizio Morucci

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del MIBACT, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

trailer: Link Convulsamente

LUIGI LINARDI – Formazione artistica: Accademia Nazionale di Danza di Roma Istituto di Alta Cultura, Accademia di Belle Arti di Roma dipartimento Scenografia, con borsa di  studio alla Hogeschool Sint- Lukas Art di  Bruxelles. Perfeziona lo studio della danza contemporanea con: B. Libonati, C. Morganti, D.Capacci, L. Latour, I. Ivo, A. Borriello, S. Brugnolini, E. Palmieri, S.Linke, S.Bourge, S.Onishi,R.North, J.Moss…

Docente di tecnica della danza contemporanea e laboratorio coreografico presso il liceo coreutico”Matilde di Canossa” di Reggio Emilia, assistente di A. Cannistrà e coordinatore per i progetti didattici-formativi  del liceo sostenuti da FondazioneNazionale della Danza-Aterballetto- I Teatri. 

La duplice formazione artistica: Danzatore solista e costumista per l’Accademia Nazionale di Danza, danzatore-assistente  e   scenografo-costumista   per   la   compagnia   Danza Ricerca di D.Capacci, danzatore-costumista per il Gruppo e-MOTION di F. La Cava, coreografo e costumista per l’Opera“Berenice” del M° Omar Galliani.

Danza: per il Corpo di Ballo del Teatro Marrucino di Chieti, coreografie di M. Piazza, M.Cerruti, F.La Cava. L’Octopus Orchestra di F. Frizzi (Complesso del Vittoriano esposizione di E. Degas – RAI International).Music Theatre   Internetional,  Paralimpiadi   Special   Olympics   European   Youth Games- RAI SAT. Solisti Aquilani, Festival Europeo Interferenze VI ed. e TanzZeit/Berlino Teatro Valle.Partecipa al  Concorso Internazionale   città di  Spoleto, semifinalista Premio Roma Danza XIV,Direttore Artistico della Rassegna 2013 “In Danza” con C.Tocchi e della Rassegna Tersicorea “InTILT distorsioni d’autore 2019/20 presso la A_Room Theatre di Reggio Emilia. Coreografo per gli eventi di: Protezione Civile Dipartimento del Consiglio dei Ministri- progetto Beslan, Palazzo Brancaccio,  Azienda moda Diesel S.p.A , Basilica S. Andrea della Valle, Salotti Mozartiani   IX   edizione,   Festival   Danza   in   Corto   11,   Festival   Europeo   Interferenze,   Fonderia Channell,   Open   Stage,   Roma   contemporanea,   Festa   della   Creatività-   Parco dell’Auditorium dell’Aquila,  Auditorium Parco della Musica- progetto Filippide, Restate,Festival di arte ambientale,Festa della Danza-Fondazione Nazionale della Danza. Collabora   per   le   tesi   sperimentali   sulla   Sociologia   della   danza   per     la   facoltà   di   Sociologia dell’Università La Sapienza di Roma cattedra del prof.re P. de Nardis. Come installatore crea “Opere per una notte” per il  giornale “il Manifesto” e  per il Circuito Off  di Fotografia Europea edizione 2018 e 2019. Dal 2006 crea il proprio gruppo di ricerca LuLynART, collabora con Enti, Compagnie e scuole di formazione, tenendo seminari e laboratori teorico-pratici sull’aspetto sociale della danza contemporanea: azione, gesto,  movimento.

http://luigilinardi.blogspot.com/p/blog-page_9.html?m=1

Date

30 Dicembre 2019

Category

Creazioni, In Distribuzione