APPLE KILLER

APPLE KILLER

“… Il sogno è un mito personalizzato, e il mito è un sogno spersonalizzato…”
(Joseph Campbell)

Apple Killer si ispira al mito di Paride. Questo serve da pretesto per rielaborare in chiave moderna alcuni temi presenti nell’antico mito: la vanità, la guerra e la debolezza dell’essere umano. Un percorso negli uomini di oggi e un viaggio mitologico che unisce l’Oriente all’Occidente. Nello spettacolo, con al centro della storia la mela, interagiscono costantemente video – fiction e scena. Mentre i flash di video, con accenni tarantiniani, ci raccontano la storia delle mele killer, in scena il mito ci narra, in chiave moderna, la storia di Paride e della mela d’oro, catapultandoci nella società di oggi dominata dalla aggressività e dalla incapacità di dominare i conflitti.
Rappresentati in un atto unico, gli antichissimi miti vengono reinterpretati e proposti al pubblico in modo del tutto nuovo e coinvolgente.
I danzatori infatti, attraverso dei sensori elettromeccanici applicati in vari punti del corpo, diventano il motore principale dello spettacolo poiché sono in grado di dirigere gli effetti sul video.
In questo modo l’arte riceve dalla scienza un sistema di creazione, riproduzione e analisi del movimento, offrendo in cambio le enormi potenzialità del corpo dei danzatori.

Note. La creazione nasce dal mito usato come modello archetipico dalla psicologia Junghiana: Giove, Giunone, Minerva, Venere, Eris e Paride non sono altro che dei personaggi del passato mitologico utili alla rappresentazione della vita di oggi.

Nello spettacolo si è avvicinato il mondo mitologico, poetico e fiabesco, alla banalità di tante azioni dell’uomo.
Al mondo mitologico si contrappone la presenza del video, con la splendida regia di Marco Schiavoni, e l’uso, riportato all’essenza, della motion capture.
Anche la musica segue questo percorso: si passa dalla techno ai suggestivi suoni della musica arcaica attraverso armonie magiche create dallo stesso Schiavoni.
La mela riassume in se molti significati simbolici, che fanno capo alla triade di amore – conoscenza – morte: è la vera protagonista dello spettacolo (ha ispirato le fiabe, i miti e anche come metafora Kafka).

coreografia e regia: Francesca La Cava

musica originale e video: Marco Schiavoni

interpreti: la Compagnia

disegno luci: Stefano Pirandello

direttore tecnico: Carlo Oriani Ambrosini

Motion Capture: Manuela Galli

sistema Motion Capture: Smart (Bts)

direttore di Progetto: Francesco Maschio

ufficio stampa: Paolo Le Grazie

produzione: GRUPPO E-MOTION con il contributo della Regione Abruzzo. Sponsor: Carispaq

coproduzione: Asmed, Danzare la vita e Festival di Tagliacozzo

resedenza: Teatro Talia di Tagliacozzo

Si ringrazia il Prof. Giorgio Albertini e la Tosinvest Sanità – Casa di cura San Raffaele di Roma per la preziosa collaborazione

Date

5 Novembre 2005

Category

Creazioni