ALICE

Kitty, sai giocare a scacchi?

ALICE

Alicediventata donna ma …. rimasta bambina, si trova in uno stato catatonico. Mentre guarda i suoi pupazzi viene richiamata da uno di loro: il Bianconiglio. Il curioso animale le viene in aiuto per giocare insieme la partita della sua vita. Alice manterrà, in una atmosfera noir, gli stessi aspetti del racconto Alice oltre lo specchio di Lewis Carroll: ambientazioni al limite dell’assurdo, giochi di parole, personaggi folli e parecchi nonsense.

Alice affronta e denuncia con ironia alcuni dei mali sociali esaltando i caratteri dei vari personaggi che abitano il mondo della sua fantasia. Alice è un racconto che fa del nonsense il suo senso costruendo una rete intricata di significati tra personaggi tanto incredibili, ritraendo alcuni vizi del nostro mondo e rappresentando una carrellata di“casi clinici” che, come vedremo, sono meno irrealistici di quanto potremmo pensare .

regia e coreografia: Francesca La Cava

assistente alla coreografia: Flaminio Galluzzo

musica:  da Alice  di Sergio Rendine e Arturo Annecchino e di Amon Tobin, Alexander Balanescu, Lasha De Sela eTom Waits

scene e costumi: Chiara Defant

disegno luci: Stefano Pirandello

video-art: Alessandro Petrini

interpreti: Stefania Bucci, Annalisa Celentano, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Teresa  Marcaida

foto: Enrico Della Valle

Produzione: GRUPPO E-MOTION con il contributo del MIBAC, della Regione Abruzzo e della Provincia di L’Aquila e con il patrocinio del Comune di L’Aquila

coproduzione Vignale danza (Fondazione Teatro Nuovo di Torino)

si ringrazia l’Assessorato alla Cultura del Comune di Silvi (TE) per l’ospitalità.

note:

“Kitty, sai giocare a scacchi, tu? Te lo chiedo sul serio. Perché poco fa mentre giocavamo ci guardavi proprio come se avessi capito tutto: e quando ho detto: ‘Scacco!’ ti sei messa a fare le fusa! Be’, era uno scacco bellissimo, Kitty, e avrei vinto di certo se non fosse stato per quell’odioso Cavaliere che è calato a zig-zag fra i miei pezzi”.   (Alice oltre lo specchio di Lewis Carroll)
E’ immaginario il discorso della folle donna Alice rinchiusa nel suo mondo e nei suoi ricordi, circondata da personaggi-pupazzi attori della sua vita………..si trova in uno stato catatonico, che la rende una pedina manovrata dal suo stesso immaginario.
Viene distratta da uno dei suoi pupazzi: il coniglio bianco, suo vecchio amico. Questo peluche vivente viene da lei evocato per aiutarla a risolvere i suoi problemi, sconfiggere la sua paura e affrontare le minacce che può trovare sul suo cammino.
La scena prende così vita attraverso la danza delle amiche coniglie, le rincorse tra i personaggi e divertenti gag tra Alice e il mondo dei conigli……
Ma finalmente Alice viene spinta dai suoi amici a guardarsi oltre lo specchio. Lo specchio riflette la luce e rappresenta il vedere al di là delle apparenze, il sapere, l’intelligenza che crea. Alice scopre che lo specchio è uno strumento utile non solo per specchiare la sua immagine ma attraverso il quale scoprire se stessa…..pregi, difetti, desideri, amori, fiducia, coerenza, successo, ricchezza…..
Da pedina gioca in questo nuovo mondo la sua partita per la vita dalla quale uscirà vittoriosa.
I personaggi della partita sono stravaganti e si dissolvono ogni volta che Alice si sposta entrando in un nuovo spazio-tempo.
L’obiettivo di Alice diventa non farsi sottomettere dagli altri dando scacco agli avversari. Una visione che non si discosta molto dal mondo reale dove l’incalzare del tempo separa gli uomini chiudendoli in virtuali caselle, con l’unico scopo di avanzare per dare scacco matto alle esigenze del momento.
Il segno coreografico sarà caratterizzato da una gestualità ampia ed espressiva frutto della contaminazione fra danza e  teatro, sottraendo da l’ultimo gestualità e parola.
Le luci disegnano nello spazio sottolineando il minimalismo della scena che ospita come unico elemento uno specchio, luogo di mutamenti e sorprese.
I costumi in perfetta sintonia con la drammaturgia enfatizzano la follia dei personaggi conducendo  lo spettatore in un atmosfera ovattata e irreale.
Alice prende spunto da Alice in Manicomio di Antonin Artaud ma anche dal videogioco American McGee’s e dal teatro dell’assurdo di Samuel Becket, ove si considerino le battute scambiate tra i personaggi di opere quali Aspettando Godot ed L’ultimo Nastro di Krapp.

Date

5 Novembre 2011

Category

Creazioni