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2 MUCH - AFTERWAVE

Cosa resta di una rivoluzione quando le luci si spengono?
Una danza urgente e necessaria, attraverso corpi, desideri e memorie ancora incandescenti.

Un invito a entrare in uno spazio dove, tra eccesso e fragilità, il corpo diventa rifugio, archivio e atto di resistenza.

Coreografia e danza | Sara Ferrigno e Virginia Picchi MUSICA: Autori vari
Foto e Video | Edmund Kurenia

Disegno Luci | Graziana Morale

Produzione | Gruppo e-motion con il sostegno del MIC, Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila

 

PROCESSO CREATIVO

Lo spettacolo si immerge nell’onda della New Wave che ha attraversato gli anni ’80 e ’90, stagione cruciale del secondo Novecento in cui una spinta creativa radicale ha ridefinito linguaggi, corpi e desideri. Un universo punk, dark e queer prende forma tra eccesso e libertà ostentata, dove arte, sesso e cultura underground diventano possibilità di appartenenza ma anche territori di rischio e fragilità.
I gesti sono troppo grandi, le luci troppo forti, l’intimità si costruisce attraverso codici nascosti, sguardi rubati, ironia e desiderio.
Nel silenzio prima della musica, due corpi si cercano: la danza nasce lì, tra la volontà di essere riconosciuto e la paura di farsi vedere davvero, come promessa di essere visti senza doversi spiegare.
Al contempo affiorano le fratture lasciate dall’Aids, dalle dipendenze e da una solitudine che continua a riverberare nel presente. Lontano da ogni ricostruzione storica, il lavoro intercetta ciò che resta di quell’esperienza e della sua eredità sulle generazioni successive. La performance non racconta un’identità, ma una relazione: tra chi siamo e chi abbiamo imparato a fingere di essere, dove un corpo può diventare rifugio per l’altro.
Attraverso la danza e la scrittura scenica, il corpo si fa archivio sensibile e spazio di resistenza, restituendo un’immagine potente e profondamente contemporanea.

Data 28/05/2026

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