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APRITI AI NOSTRI BACI (2016) studio sul concetto di muro

“… è questo che mi sembra interessante nelle vite,i buchi che comportano le lacune, talvolta drammatiche, talvolta no.Le catalessi o quelle specie di sonnambulismo di più anni,che la maggior parte delle vite possiedono. Forse è in questi buchi che avviene il movimento.La questione infatti è proprio quella di come produrre il movimento,come forare il muro”. Gilles Deleuze, Pourparlers


Il Novecento, secondo Christian Boltanski, è un muro. Un muro di ferro, immenso, sul quale si aprono centinaia di cassetti. Su ogni cassetto è stampato un numero e dentro ogni cassetto è nascosta una vita. O meglio le tracce di una vita: un certificato di nascita, una fotografia, un atto di proprietà, un documento di identità. Quel muro si intitola “Personnes”, cioè “persone”, ma anche “nessuno”. L’uomo massa diventa l’uomo atomo, la persona diventa nessuno, la convivenza solitudine.

Da una parte è duro, compatto, inscalfibile, è il muro delle moltitudini, ma dall’altra contiene le vite dei tanti nessuno che popolano la storia. E’ il muro dei moti contrari: il muro che esclude, ma che al tempo stesso protegge, che al di là spaventa e al di qua rassicura, il muro che difende i confini, ma che ricaccia indietro lo straniero.

  • drammaturgia: Guido Barbieri
  • musica originale e live electronics: Fabio Cifariello Ciardi
  • violoncello: Luca Franzetti,
  • percussioni: Antonio Caggiano
  • regia del suono: Angelo Benedetti
  • interpreti e collaborazione: Sara Catellani, Andrea Di Matteo, Francesca La Cava, Manolo Perazzi e Valeria Russo
  • video mapping: Salvatore Insana
  • scene e costumi: Chiara Defant
  • disegno luci: Carlo Oriani Ambrosini
  • regia e coreografia: Francesca La Cava

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

residenze e coproduzione: Festival Oriente Occidente e I Cantieri dell’Immaginario con il sostegno per le residenze di ACS Abruzzo Circuito Spettacolo

foto: Paolo Porto